C’è un luogo che ci chiama, da sempre. È quello spazio indefinito in cui convivono luce e ombra, ordine e caos. Le ombre, l’incontrollabile emotivo. È qui che torniamo, ancora una volta, per esplorare ciò che ci rende umani: il disordine che ci abita, le nostre contraddizioni più intime, le sfumature che ci definiscono.
Nel nuovo numero della rivista ProelioLab, ci spingiamo ai margini, dove i confini tra bene e male si dissolvono, lasciando spazio a domande, tensioni e possibilità.
Che forma ha il male? È un urlo o un sussurro? Qualcosa di grandioso o di impercettibile? Qualcosa che scegliamo o che ci sceglie?
Le storie e le immagini di questo numero ci portano proprio qui.
Una tempesta di giovinezza, quando il mondo sembra franare e alla luce di nuove prospettive rimaniamo impacciati e intimoriti, ma attratti senza via di scampo.
Una quotidiana anatomia del male, nascosta nei gesti della vita di tutti i giorni.
Un incontro sulla riva del mare, dove la realtà si scompone e ricompone in un assetto incontrollato.
Perdersi e ritrovarsi in zone sconosciute e solenni, gravide di possibilità.
Mentre fuori si accendono le luci delle feste, noi scegliamo di restare nell’ombra, di scrutare ciò che è nascosto. È lì che, a volte, si trova la parte più vera dell’essere umano.
E infine l’intervista a Giovanni Turi, fondatore di TerraRossa Edizioni, che ci introduce nel mondo di una letteratura che ha molto a che fare con la complessità e l’eccentricità.
Siete pronti per un nuovo viaggio?
Il numero 4 vi aspetta.
