“La viola da gamba è molto rock ‘n’ roll!” – Intervista a Iara Ungarelli

Dopo tanto parlare di Sara e della sua viola, facciamo oggi quattro chiacchiere con Iara Ungarelli, una gambista in carne e ossa.
Musicista, insegnante e concertista brasiliana di viola da gamba, ha accettato di rispondere ad alcune domande su ciò che rappresentano per lei la musica e il suo strumento. 
Iara ha iniziato a studiare la viola da gamba all’età di dieci anni presso l’Escola de Música de Brasília, diplomandosi nel 2009, sotto la supervisione di Cecília Aprigliano. Nel 2015 ha partecipato al workshop promosso da Cultura Artística con Jordi Savall.

Innanzitutto, cosa significa per te la musica?
Molte cose! A volte mi porta in luoghi in cui non sono mai stata e a volte torna in posti che invece conosco fin troppo bene. Mi porta sensazioni ed emozioni, riflessioni, intuizioni molto diverse. La musica, per me, è la possibilità di visitare ed esprimere emozioni che non potrei esprimere a parole.

Come hai scoperto il tuo amore per la musica?
È un amore che esiste da che ho memoria. Fin da bambina mi è sempre piaciuto cantare e ascoltare la musica, è un amore nato in maniera spontanea. Credo che la vera scoperta sia avvenuta quando un insegnante di viola da gamba mi ha chiesto se volevo fare la gambista professionista e senza nemmeno pensarci è uscito dalle mie labbra un semplice e sonoro: Sì!

Strumento molto affascinante ma altrettanto insolito, come ti sei avvicinata alla viola da gamba?
Ho avuto il privilegio di studiare in una scuola pubblica a Brasilia, l’Escola de Música de Brasília (EMB), che offre la possibilità di frequentare il corso di viola da gamba; allora era l’unico in Brasile. Ho avuto l’onore di essere la prima persona a diplomarsi in questo corso, sotto la guida di Cecília Aprigliano.
Ho conosciuto la viola da gamba quando avevo dieci anni. Avrei voluto studiare il basso acustico, ma non c’erano lezioni per bambini della mia taglia. Avevo pensato al violoncello, ma la professoressa non poteva darmi lezioni durante il turno in cui studiavo, e mi ha suggerito di studiare la viola da gamba. L’avevo già vista a scuola e l’avevo trovato uno strumento estremamente affascinante!

Come hai deciso che sarebbe stato il tuo strumento?
Suonavo la viola da gamba da circa tre anni. Non conoscevo l’universo della musica antica, e a poco a poco stavo perdendo interesse per lo studio. Quando ho informato Cecilia che avevo intenzione di cambiare strumento e di passare alla chitarra, lei mi ha consigliato di aspettare, di prendermi le vacanze per decidere. E mi ha regalato una cassetta di Jordi Savall; suonava le composizioni di Diego Ortiz. L’ho consumata, in quella vacanza, a furia di ascoltarla. Mi piace la musica rock, e trovavo il suono della viola molto rock ‘n’ roll! 
Così ho deciso di rimanere sullo strumento ancora un po’, e ad oggi posso dire che quello è stato l’anno in cui mi sono definitivamente innamorata della viola da gamba.

Jordi Savall suona Diego Ortiz.

Sono d’accordo con te, la viola è assolutamente rock! Per concludere, c’è qualche aneddoto del tuo percorso musicale che ci vuoi raccontare?
Ricordo inizialmente di essermi sentita a disagio per via delle molte persone che interrompevano il mio studio nei corridoi della Escola de Música de Brasília, per chiedermi che strumento stessi suonando. Poi, col tempo, mi sono sentita onorata di rispondere alle loro domande. Avevo escogitato persino una sorta di gioco con me stessa: mi sfidavo a rispondere sempre meglio, e nel modo più dettagliato possibile – anche se, certo, a volte dovevo tagliare corto per tornare a studiare!
Una volta un tale mi si avvicinò e mi disse che avrei dovuto studiare violoncello, insieme alla viola, perché se mi fossi concentrata solo sulla viola da gamba, non avrei avuto sbocchi professionali. Mi fa ridere pensarci. Quel tizio non sapeva che “solo” la viola da gamba è un universo sterminato, ricchissimo, pieno di sorprese, avventure, sapori e possibilità!

Grazie di cuore a Iara per la disponibilità e la simpatia (e a Chiara Mutti per l’aiuto con la traduzione). Per gli amici del Brasile, riporto di seguito le risposte originali. | Obrigado a Iara pela disponibilidade e simpatia. Para os amigos do Brasil, transcrevo as respostas originais.

Primeiro, o que a música significa para você?
Muitas coisas! Às vezes ela me leva a lugares onde nunca estive e às vezes de volta a lugares que conheço muito bem. Me traz sensações e emoções muito diversas, reflexões, insights… Música pra mim é a possibilidade de visitar e expressar emoções que não são possíveis por meio da palavra ou mesmo do pensamento. 

Como você descobriu o amor pela música?
O amor existe desde que me entendo por gente, desde pequena sinto prazer em cantar e ouvir música, então esse amor sempre foi muito natural pra mim. Acho que a descoberta da sua intensidade se deu quando um professor de viola da gamba me perguntou se eu queria ser gambista profissional e sem nem pensar sobre o assunto, saiu um simples e sonoro SIM. Hahaha!

Como você abordou a viola da gamba, um instrumento extremamente fascinante, mas bastante incomum?
Tive o privilégio de estudar numa escola pública em Brasília, a Escola de Música de Brasília (EMB), que oferece o curso de viola da gamba, na época em que cursei era o único do Brasil. Tive a honra de ter sido a primeira a me formar nesse curso, soborientação da Cecília Aprigliano. 
Conheci a viola da gamba aos 10 anos de idade. Eu queria estudar contrabaixo acústico, mas não havia aulas pra crianças do meu tamanho. Pensei no cello, mas a professora não podia dar aulas pra mim no turno em que eu estudava e ela me indicou estudar a viola da gamba. Eu já tinha visto na escola e tinha achado um instrumento muito bonito!

Como você decidiu que seria suo instrumento?
Tinha uns 3 anos que eu tocava viola da gamba, mas eu ainda não conhecia o universo da Música Antiga pra além da EMB, então fui perdendo interesse em continuar estudando. Quando informei minha professora que estava com vontade de mudar pro violão, ela disse pra eu esperar as férias pra decidir e me deu uma fita de presente com a gravação do Jordi Savall tocando as recercadas do Diego Ortiz. Passei as férias fascinada por aquela fita. Eu estava gostando muito de bandas de rock e achei aquele som muito rock ‘n’ roll! Hahaha
Decidi então ficar mais um tempo no instrumento e hoje eu diria que aquele foi o ano em que eu me apaixonei definitivamente pela viola da gamba. 

Você pode me contar brevemente sobre a sua trajetória musical, desde as primeiras tentativas de produzir sons com o arco até o ensino da viola?
Me lembro de inicialmente me sentir incomodada quando muitas pessoas interrompiam meu estudo nos corredores da escola de música de Brasília pra me perguntar que instrumento era aquele que eu estava tocando. Ao longo do tempo, fui me sentindo honrada por poder responder àquelas perguntas, comecei a recebê-las numa espécie de brincadeira comigo mesma, me desafiando a respondê-las cada vez melhor, com mais detalhes. Óbvio que às vezes ainda respondia bem resumidamente pra voltar logo ao meu estudo! 
Me lembro de uma vez ser abordada por um senhor que me disse que eu deveria estudar violoncelo paralelamente, pois afinal eu não teria oportunidades profissionais se focasse só na viola da gamba. Mal sabia ele que “só” a viola da gamba é um universo riquíssimo, cheio de surpresas, aventuras, sabores e possibilidades.

© 2022 – Francesco Montonati
Photo Iara Ungarelli by @marceloversiani

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