02. Scuola o talento? Due scuole di pensiero

Stephen King (On writing, 2000) sostiene che esistano quattro tipi di scrittori. I cattivi scrittori, i competenti, i bravi scrittori e i grandi, produttori di capolavori. Se per i primi non c’è speranza, devono cambiare ambizioni, gli scrittori competenti possono diventare bravi. Quanto ai produttori di capolavori, be’, lì è talento. Ci nasci. Arthur Rimbaud a sedici anni scriveva poesie immortali.

Di norma la scrittura è vista come qualcosa che tutti possono fare. Bene o male, tutti sono andati a scuola, tutti hanno un computer, tutti hanno una storia. Il che è in parte vero, ma c’è differenza tra scrivere e scrivere in maniera professionale. Perciò, o sei un dragone del deserto, e di certo non stai qui a leggere i miei consigli, oppure bisogna darsi da fare.

Ci sono scuole, ma non è indispensabile frequentarle per finire un giorno a pubblicare. Il loro pregio è che insegnano le regole della narrazione (narratologia è proprio la scienza che si occupa di studiare come le storie vengono narrate) che è importante conoscere per scrivere in maniera dignitosa. Si può ottenere la stessa cosa leggendo. Leggendo tanto. Scrivendo di più. Dopo anni qualcosa la imparerai di certo. Ma imparare le regole e ricevere consigli può largamente ridurre i tempi. Perciò bando alle ciance, il viaggio continua!

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