09. Sospensione dell’incredulità, il patto implicito

Quando raccontiamo una storia, stiamo descrivendo un mondo “altro” dal reale. Stiamo, in pratica, raccontando bugie. Al fine di godere della narrazione, il lettore stipula con l’autore un patto implicito di sospensione dell’incredulità, accetta cioè volontariamente di credere alle sue storie fino alla fine del libro.
È questo il meccanismo mentale che consente al lettore di immergersi nella storia anche se parla di astronavi, alieni, mostri o vampiri. Non ci crede davvero ma finge con se stesso di crederci.

Come tenere vivo questo patto e non tradirlo?

Abbiamo parlato di voce autoriale e di quanto sia importante la sua autorevolezza. È fondamentale che risulti credibile, perché da questo dipende il patto. Dalla plausibilità di ciò che si scrive, dalla coerenza e dalla verosimiglianza.
Tra i compiti del buon narratore c’è quello di fornire al lettore dettagli che gli permettano di entrare nella storia e di sentirla sulla propria pelle, evocando un ambiente fisico simile a quello a cui è abituato.

“Se non gli viene dato modo di vivere la storia, di toccarla con mano, il lettore non crederà a niente di quel che il narratore si limita riferirgli”. (F. O’Connor)

Henry James definiva la tendenza di certi scrittori a trascurare questi dettagli “Specificazione fiacca”. Quando descrivi qualcosa cerca di focalizzarla in mente, prima di scriverla. Ti aiuterà a far emergere dei particolari reali che il lettore riconoscerà, e che fungeranno da pass par tout per quella sospensione di incredulità così fondamentale per la riuscita del racconto.

Verosimiglianza è quando all’interno di un contesto gli eventi narrati appaiono come veri. La magia per Harry Potter è una finzione ovvia. Ci crediamo perché inserita in un mondo in cui la magia è un’arte diffusa, ci sono addirittura scuole che la insegnano. Ma se apparisse l’astronave di Alien, pur essendo un elemento fantastico, sarebbe fuori luogo e il lettore lo sentirebbe – paradossalmente – inverosimile.
Infine dev’esserci una coerenza narrativa che leghi il romanzo nella sua interezza, premesse iniziali applicate fino alla fine del romanzo. Perché il lettore rimanga disposto ad accettare ogni eventuale stranezza bisogna conservare il senso di coerenza, per tutta la durata della narrazione. È molto improbabile che un pagliaccio stia nascosto in un tombino, eppure non ci appare inverosimile che Pennywise salti fuori dalla fogna di Derry nel libro It. Come fa Stephen King a ottenere tutto ciò? Facendo suoi i concetti appena espressi. Autorevolezza, verosimiglianza e coerenza.

Il patto implicito di sospensione di incredulità con il lettore è un principio fondamentale della scrittura, come di ogni arte o attività che si basi sulla narrazione, dal cinema al teatro ai giochi di ruolo e via dicendo. Senza l’abbrivo di questo patto la magia non può avere inizio. Tienilo bene a mente, e non solo se stai scrivendo un libro di fantascienza!

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