13. L’importanza dei beta reader

Il testo non è mai pronto. Non riesce ad esserlo perché noi cambiamo con il tempo e ogni giorno è diverso dall’altro e di conseguenza lo è anche il testo ai nostri occhi. Perciò il mio consiglio è di prendere la tua prima stesura, lasciarla sedimentare un mese (più di un mese, lo so, uno entra in fibrillazione), e poi riaprire lo scrigno. Risultato: Oddio, ma ho scritto io questa schifezza? 

E allora giù di ramazza e togli più che puoi. Accertati che la storia funzioni, butta via il superfluo rispetto al plot centrale, i virtuosismi, le frasi fatte, i cliché. Rileggilo ancora e correggi. Taglia. Quanto? Difficile dirlo. Stephen King nel suo On writing suggerisce un 10%. Direi che è un bel taglio, ma a mio parere è impossibile stabilire una percentuale universale. Ognuno scrive in maniera diversa, ha metodi e approcci differenti. Tu impegnati a non avere pietà, è già questa impresa non da poco.
Bene. La seconda stesura è pronta. Mando? No no. Aspetta. Adesso ci vuole un parere esterno. È il momento dei beta reader!

BETA READER 
Cos’è un beta reader? È qualcuno che legge il tuo romanzo e ti dà un parere non professionale. È importante, far leggere il proprio testo, prima di proporlo ad agenzie o editori. Ma attenzione, ecco la massima: non tutti i lettori sono beta reader efficaci.
Perché, nella maggior parte dei casi, genitori, amici e fidanzati, non vanno bene? 
Vediamo le caratteristiche di un perfetto beta reader.

  1. Crudeltà. Non è questione di masochismo, è solo che a dirti bravo sono capaci tutti. C’è davvero qualcuno che ti direbbe: ma che merda hai scritto? Questa parte non c’entra? Questa è fasulla? Questo personaggio sembra una figurina? No, non tutti hanno il coraggio di dirtelo (oppure ti vogliono troppo bene per farti rimanere male). Ma tu devi crescere, e se lo vuoi proporre a una casa editrice il tuo scritto deve essere una macchina perfetta. Con i bravo-che-bello, non migliorerai mai. Perciò un collega che ti odia sarebbe perfetto, uno di quei bei bolsoni invidiosi, che magari scriva a sua volta. Non vedrà l’ora di criticarti. Prendendo le parti buone dalle sue blaterazioni potresti persino migliorare. Ok, va bene anche il tuo amico, purché sia crudele. Sai che litigi ogni volta? Ma è il suo bello. 
  2. Competenza. È brutto da dire ma è inutile che il tuo amico che legge due libri all’anno, di cui un ricettario e un libretto d’istruzioni, si sforzi di leggere il tuo manoscritto. Magari il brav’uomo, pur di riuscire utile, ti segnala sbagliato qualcosa di giusto e viceversa. Ci vuole gente che legge – più legge e meglio è – e possibilmente il genere che proponi tu. Una volta avevo fatto leggere un testo a una beta reader che mi diceva di mettere le virgolette quando c’è un dialogo. Ma era un discorso diretto libero, non ci volevano le virgolette. Alla terza osservazione di questo tipo ho smesso di considerarle. Ha perso tempo lei, ne stavo perdendo io.
  3. Sensibilità. Per un motivo simile al precedente, chi leggerà il tuo scritto dovrebbe avere il tuo stesso tipo di sensibilità o, quantomeno, la sensibilità che attribuiresti al tuo pubblico di riferimento (target). Questo perché potrebbe recepire in maniera confusa alcune sfumature o non recepirle affatto e darti indicazioni di conseguenza inefficaci. Il non detto, le parti in ombra, sono importanti nella narrativa, ed è anche con la propria sensibilità che il lettore le riempie. Senza la necessaria sensibilità alcuni messaggi potrebbero essere travisati o non compresi e certi spazi riempiti arbitrariamente, e il giudizio sul tuo lavoro falsato. 
  4. Disponibilità. Sembra cosa ovvia perché dici, mi legge il testo, sarà ben disponibile a rispondere a qualche domanda. Non ti credere. Alcuni si eclissano finita la lettura e ritrovarli diventa utopia. Non so perché avvenga. Forse gli dispiace dirti che non gli è piaciuto. Insomma, accertati che almeno sia disponibile a rispondere al tuo interrogatorio finale. Magari offriti di fare lo stesso con il suo, di testo. Potrebbe aprirti molte porte.

Adesso che hai capito come devono essere, dove trovarli se non puoi attingere alle tue amicizie? È più facile di quello che pensi: fai un giro in Internet. Ci sono blog letterari, instablogger, c’è anche il sito costruttori di mondi, in cui lettori volenterosi si propongono per leggere opere non ancora pubblicate. Guardati attorno, è semplice se sai dove cercare. Il problema non è trovarli, ma trovare quelli giusti. Se non li trovi ci sono sempre gli editor professionisti, ma questa è un’altra storia.

Se vuoi offrirti come beta reader scrivilo nei commenti. Caso mai qualcuno ne avesse bisogno potrebbe trovare la tua proposta.

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