“Quante bugie hai detto questa sera” e “L’imitazion del vero”: due romanzi sperimentali di TerraRossa che colpiscono nel segno

Due titoli che mi hanno colpito. Li racchiudo in un post per semplicità, anche se ognuno dei due richiederebbe molto più spazio per essere approfondito.

Ho preso i libri al Book Pride di Milano, presso lo stand TerraRossa Edizioni, al cui editore non ho mancato di esprimere la mia ammirazione per la qualità e il coraggio della sua casa editrice. Entrambi elementi lampanti nei titoli della collana “Sperimentali” di cui vi parlo oggi. 

Quante bugie hai detto questa sera” è un romanzo di Alessio Di Girolamo, che si cala molto bene nei panni di una donna. Anna è difficile, complessa, avvolta in un dolore che porta con sé da molto tempo e che si trasforma di volta in volta in rabbia, rancore, urgenza di trasgressione e riscatto. Racconta se stessa, la sua vita, le sue scelte. 
Difficile rinchiudere il romanzo entro un’etichetta, perché spazia incontenibile tra generi e definizioni. È una storia di formazione, perché segue la protagonista da bambina fino all’età adulta e ne registra l’evoluzione; è un flusso di coscienza, per il modo in cui è narrato; tocca la sfera dell’erotismo, con temi rischiosi, e non per tutti di facile metabolizzazione. Un libro indagine e di ricerca di se stessi, che fa riflettere sul simbolico emotivo contemporaneo.

L’imitazion del vero” è un altro, ghiottissimo, esperimento.
Ora non può dirsi che Nerino innocente effettualmente non fosse, ma l’innocenza sua non poteva fare di sottrarlo alle leggi di Natura… 
Ezio Sinigaglia si sbizzarrisce nella composizione di una novella in lingua boccaccesca. Un racconto originale, caratterizzato da un’eleganza di fondo che sfida le leggi della sintassi, della morale e dell’etica. Oltre alla singolarità del linguaggio, aggiunge altro rischio il tema trattato, simile per certi versi a quello di “Morte a Venezia” o “Lolita”: l’attrazione (sessuale) di un uomo adulto per un giovane, che lo spinge quasi alla perdita del raziocinio e lo conduce a destreggiarsi in una danza sull’orlo dell’abisso. 
Romanzo breve, infarcito di sottotesti, da gustare lasciandosi trasportare e abbagliare dalla melodia della sintassi e dalla ricercatezza della parola, con un costruttivo messaggio d’amore.

Due romanzi che, ognuno a suo modo, rappresentano una sperimentazione linguistica e letteraria, e che consiglio caldamente.

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