“L’invenzione del suono”, di Chuck Palahniuk | Recensione

La figlia di Foster è scomparsa durante un gioco che stavano facendo insieme. Doveva rincorrerla, trovarla, che è esattamente quello che ha fatto per i successivi diciassette anni.Mitzi è una richiestissima foley artist di Hollywood, una rumorista. La sua specialità: gli urli. Terrificanti come i suoi nessuno è ancora stato in grado di produrne. MaContinua a leggere ““L’invenzione del suono”, di Chuck Palahniuk | Recensione”

16. Il flusso di coscienza, cos’è e come usarlo al meglio nella narrativa contemporanea

Una tecnica che partendo dal monologo interiore libera i pensieri del personaggio e li esprime in un flusso incontrollato; non forzato entro vincoli sociali e scevro dal costante controllo razionale il flusso di coscienza dovrebbe favorire l’immedesimazione del lettore. Come? Vediamolo insieme.

“Due vite”, di Emanuele Trevi | Recensione

Nella cinquina del premio Strega, nasce dal pretesto di raccontare le vite di di Rocco Carbone e di Pia Pera, ma è molto più di questo. È l’esamina di un nucleo introspettivo esistenziale catalizzato in una ricerca. La ricerca delle modalità con cui destreggiarsi in un’esistenza che può essere ricca quanto imparziale, spesso quasi scorretta.

14. Show don’t tell, la tecnica del mostrato: tutto quello che devi sapere per usarla al meglio

Contatto emotivo con il lettore, suggestione immediata. La tecnica del mostrato serve proprio a questo; ecco come funziona.

“Metà di un sole giallo”, di Chimamanda Ngozi Adichie | Recensione

Ci sono eventi politici, bellici, sommosse e persecuzioni, che non conosciamo neppure. O li conosciamo a brandelli, per accenni. In questi casi, le più infami tragedie si consumano sotto il silenzio di un mondo, se non inerme, inattivo, l’opinione pubblica inconsapevole o semplicemente distratta. Il merito dei romanzi come questo è di sensibilizzare le coscienzeContinua a leggere ““Metà di un sole giallo”, di Chimamanda Ngozi Adichie | Recensione”

“La vita davanti a sé”, di Romain Gary | Recensione

Nonostante una trama semplice, povera di eventi, tiene il lettore incollato. Molti i temi sfiorati: il conflitto tra ebrei e arabo palestinesi, l’accettazione del diverso, l’emarginazione sociale, l’amore. Ma la vera forza del libro è il trascinante protagonista: il giovane Momò.

“La cantina”, di Thomas Bernhard | Recensione

Nel secondo dei due romanzi autobiografici (il primo è L’origine), Thomas Bernhard, ricorda la sua giovinezza, quando all’età di quindici anni ha interrotto gli studi al ginnasio per dedicarsi all’apprendistato nell’ambito del commercio. Apprezzabile per la qualità della prosa e la profondità di investigazione dell’animo umano, ma non facilmente fruibile.

“Il silenzio”: Incomunicabilità, follia e incomprensione nell’opus di DeLillo

Un’aura intangibile di stream of consciousness che aleggia, che porta il testo a non ancorarsi a un piano di realtà concreta. Convincente? Non del tutto. ecco perché.